Le 5 fake news sull’industria conciaria

L’industria conciaria è spesso oggetto di disinformazione e falsi miti che ne offuscano il valore artigianale, l’impegno per la sostenibilità e il ruolo fondamentale nell’economia circolare. In Conceria Bello crediamo nell’importanza di fare chiarezza, sfatando alcune delle fake news più diffuse sul mondo della pelle.

Indice

“Per realizzare la pelle si uccidono animali” – Falso

Uno dei pregiudizi più comuni è che l’industria della pelle sia direttamente responsabile dell’uccisione degli animali. In realtà, la pelle proviene da animali macellati a scopo alimentare, come mucche, maiali, pecore e capre, il cui allevamento è destinato principalmente alla produzione di carne. La pelle non è altro che un sottoprodotto dell’industria alimentare, che altrimenti verrebbe smaltito come rifiuto. L’utilizzo della pelle consente quindi di ridurre gli sprechi, promuovendo un modello virtuoso di economia circolare.

“La pelle deriva da animali che sono stati sfruttati” – Falso

Un’altra convinzione errata riguarda le condizioni degli animali da cui proviene la pelle. La verità è che maggiore è il benessere dell’animale, migliore sarà la qualità della pelle. Danni causati da parassiti come acari e pidocchi, contaminazioni da sterco e lesioni accidentali riducono il valore della pelle, rendendo economicamente vantaggioso per gli allevatori garantire condizioni ottimali agli animali. Inoltre, una gestione attenta delle fasi di trasporto e macellazione minimizza cicatrici e graffi, migliorando ulteriormente la qualità della materia prima.

“La pelle sintetica è più resistente della pelle naturale” – Falso

Molti pensano che la pelle sintetica sia più durevole rispetto alla pelle naturale, ma la realtà è opposta. Un prodotto in vera pelle può durare decenni, mentre i materiali sintetici tendono a deteriorarsi più rapidamente. Nel caso di borse, scarpe o divani in vera pelle, a consumarsi nel tempo non è il materiale stesso, ma componenti secondarie come cerniere o cuciture, che possono essere riparate facilmente. Al contrario, la pelle sintetica, essendo composta da materiali plastici, si degrada con l’usura, perdendo elasticità e sgretolandosi. Inoltre, la longevità della pelle naturale contribuisce alla sostenibilità: meno sostituzioni si traducono in un minore consumo di risorse a lungo termine.

“La lavorazione della pelle produce molti scarti” – Falso

L’industria conciaria moderna ha compiuto enormi progressi in termini di gestione sostenibile delle risorse. Oggi, la maggior parte delle concerie utilizza attrezzature avanzate per ridurre al minimo gli sprechi e riutilizzare i sottoprodotti del processo produttivo. Inoltre, la pelle stessa è una risorsa rinnovabile e biodegradabile, proveniente da una fonte biologica naturale e lavorata secondo procedure sicure. Il risultato è un prodotto di alta qualità che rispetta l’ambiente e riduce l’impatto ecologico dell’industria della moda.

“La pelle vegana ha le stesse caratteristiche della pelle naturale” – Falso

Il termine “pelle vegana” può essere fuorviante, poiché questi materiali non sono sempre di origine vegetale, ma spesso derivano dal petrolio. Molte alternative vegane sono infatti costituite da polivinilcloruro (PVC), poliuretano (PU) e polimeri sintetici, ovvero plastiche altamente inquinanti. La vera pelle, al contrario, è un materiale traspirante, resistente, durevole e soprattutto compostabile. Un prodotto in pelle può decomporsi in poche settimane, lasciando solo l’1% di residuo legato ai trattamenti superficiali, che rappresentano l’ultima sfida per renderla completamente biodegradabile. La differenza tra pelle autentica e alternative sintetiche è dunque evidente: mentre la prima è naturale e sostenibile, le seconde spesso comportano un maggiore impatto ambientale a causa della loro composizione plastica e della minore durata.

Conceria Bello: qualità, innovazione e sostenibilità

Noi di Conceria Bello siamo impegnati a produrre pellami d’eccellenza, rispettando l’ambiente e valorizzando una filiera etica e trasparente. Grazie a investimenti in tecnologie eco-compatibili e all’adozione di standard rigorosi, continuiamo a dimostrare che l’industria conciaria può essere sostenibile senza compromessi sulla qualità.

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